Asquini, Alberto

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Scienze Morali
Cat. VI Scienze Giuridiche
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Nazionale
1967
Annuario, 1968, p.113, 116
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Nazionale
1889-08-12
Year of birth
Year of death
Surname
Name
Giorno morte
Mese morte
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Biosketch

Nato a Tricesimo (Udine) il 12 agosto 1889. Licenziato con onore nel 1909 al liceo Jacopo Stellini di Udine, vinse una borsa di studio per la Facoltà di Legge dell'Università di Padova dove si laureò in Giurisprudenza nel 1912 col massimo dei voti e la lode, pur avendo partecipato come sottotenente di complemento alla guerra di Libia 1911-1912. Frequentò quindi un corso di perfezionamento nella Facoltà giuridica di Monaco di Baviera. Nel 1915, ternato in un concorso per l'Università di Ferrara, fu chiamato nella Facoltà giuridica dell'Università di Urbino. Dovette però interrompere l'insegnamento per la guerra 1915-1918 alla quale partecipò, meritandosi una medaglia al valor militare e tre croci al merito di guerra. Al termine del conflitto, fu segretario generale della Commissione d'Inchiesta sulle Violazioni del Diritto delle Genti, presieduta da Lodovico Mortara. Vincitore, nel 1920, del concorso per la cattedra dell'Università di Sassari, fu chiamato all'Università Commerciale di Trieste di cui divenne il primo Rettore. Partecipò nel 1923 al concorso per Ordinario dell'Università di Catania, riuscendo vincitore; nel 1925 fu chiamato all'Università di Pavia; nel 1926, a quella di Padova. Nello stesso tempo collaborò attivamente ai lavori per la riforma del Codice di Commercio, prima nella Commissione Vivante (1919-1922), poi nella Commissione D'Amelio (1923-1925), di cui fu relatore per la parte generale, le società e i contratti. Nel 1928 fu relatore del progetto per l'estensione dei Codici di Diritto Privato e di Procedura Civile nelle Provincie Redente e su sua proposta furono conservati nelle nuove provincie, gli istituti dei libri fondiari, della società a responsabilità limitata e del giudizio arbitrale di borsa. Entrato nel 1929 nella vita parlamentare, prese parte attiva al movimento legislativo e fu in particolare relatore della legge riformatrice del fallimento, del 1930, e della legge sui consorzi, del 1932. Nominato nel 1932 Sottosegretario di Stato per l'Industria ed il Commercio Estero, fu promotore della nuova legge sulle privative industriali e della legge sul controllo dei nuovi impianti industriali. Ritornato nel 1935 all'insegnamento, fu chiamato come successore di Alfredo Rocco all'Università di Roma.  Socio Nazionale dell'Accademia dei Lincei per le Scienze Morali dal 1967, fu insignito delle seguenti onorificenze: Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia e dei SS. Maurizio e Lazzaro; Grande Ufficiale dell'Ordine della Repubblica e della Legion d'Onore. 

(Testo tratto da Biografie e Bibliografie degli Accademici Lincei, A.N.L., Roma 1976)

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