Nato a Venezia l' 11 ottobre 1899. Conseguì la laurea in Medicina e Chirurgia, con lode, nel 1923. Fu quindi Assistente onorario nell'Ospedale Civile di Venezia, poi nell'Istituto di Fisiologia di Roma, infine in quello di Padova. Per quattro anni, dal 1926 al 1929, ebbe una borsa di studio Rockfeller, lavorando successivamente presso l'Istituto di Farmacologia di Padova, presso l'University College di Londra, presso il laboratorio diretto dal Prof. A.V. Hill e infine nel 1929 presso il laboratorio di Fisiologia di Cambridge, diretto dal Prof. Barcroft. Negli anni 1930 e 1931, a Cambridge, ebbe, dietro concorso la borsa George Henry Lewes per ricerche in fisiologia. Tra la fine del 1931e l'inizio del 1932, fu per tre mesi alla Johnson Foundation dell'Università di Pensilvania quale Fellow in medical physics, dove lavorò con il Prof. D. W. Bronk. Nel 1932 ottenne la Libera docenza in Fisiologia sperimentale. Dal febbraio 1932 al luglio 1939 con la qualifica di Lecturer, insegnò Fisiologia all'Università di Londra che nel 1933 gli conferì la laurea di Doctor of Phylosophy. Continuò ad essere Lecturer nell'Università di Londra, in aspettativa, per tutto l'anno accademico 1939-1940. Nel 1939 vinse il concorso per la cattedra di Bari e nel 1940, essendosi ammogliato, fu nominato Straordinario a Perugia. L'anno successivo venne chiamato a Padova, dove diresse l'Istituto di Fisiologia Umana fino al 30 ottobre 1969.
È Socio Ordinario dell'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, e dell'Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti. È inoltre membro ordinario della Physiological Society (Inghilterra).
Nel 1961 ottenne il Premio Nazionale della Accademia dei Lincei per la Fisiologia. Medaglia dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte. Nei vari campi della fisiologia ai quali si è dedicato con ricerche ha portato nuovi importanti contributi quali quelli riguardanti la fisiologia dei barorecettori e dei chemorecettori del seno carotideo, la costituzione e il modo di funzionare dei centri respiratori e l'importanza dei nuclei vestibolari nella rigidità da decerebrazione degli arti deafferentati, e inoltre la messa in evidenza di una azione dinamogena del cervelletto sulla rigidità da decerebrazione di cui l'azione inibitrice, del cervelletto, sulla frequenza cardiaca.
(Testo tratto da Biografie e Bibliografie degli Accademici Lincei, A.N.L., Roma 1976)