Nato a Cento (Ferrara) nel 1902, si laureò in Scienze naturali a Bologna nel 1925. Dopo nove anni di assistentato nell'Istituto di Anatomia Comparata di Torino ed il conseguimento della Libera docenza (1930), fu Incaricato di Biologia e Zoologia generale, prima a Sassari, poi a Siena, ove divenne Professore di ruolo nel 1940. Dal 1946 Titolare di Zoologia nell'Università di Pisa, è dal 1972 Professore fuori ruolo.
La sua attività scientifica si è svolta in diversi settori della biologia animale. Nel periodo giovanile si dedicò prevalentemente a questioni di endocrinologia comparata: istofisiologia della tiroide, funzionalità del corpo luteo gravidico in rapporto alla prole atta od inetta, specificità zoologica relativa degli ormoni gonadotropi. Si interessò pure della rigenerazione negli insetti e della azione biologica delle soluzioni saline.
Un altro settore che ha coltivato per vari anni, indirizzandovi diversi allievi, è l'ibridazione interspecifica nei tritoni (Anfibi Urodeli), in riferimento alla sex ratio dei discendenti ed alla funzionalità delle loro gonadi. In base ai reperti della letteratura e suoi personali ha discusso la questione (in parte ancora controversa) del sesso digametico in questi animali.
Il campo cui si è dedicato in modo preminente è tuttavia lo studio delle planarie, organismi che incominciarono ad interessarlo fin dagli anni pre-universitari. Ha affrontato questioni di ordine sistematico e biogeografico, ma soprattutto citogenetico, giungendo alla scoperta in questi animali della poliploidia e della pseudogamia (ginogenesi). In collaborazione con la moglie, Prof.ssa G. Benazzi Lentati, ha compiuto vaste indagini su popolazioni naturali e sui loro ibridi, mettendo in evidenza cicli cromosomici assai complessi, in rapporto appunto al grado di ploidia, al tipo di ovogenesi (meiotica od ameiotica) ed alla modalità di sviluppo dell'uovo (anfimittico o pseudo-gamico). Questi risultati, che presentano un certo interesse anche per i problemi della microevoluzione, hanno avuto ripetuti riconoscimenti in ambito internazionale.
Le indagini continuano quindi con ritmo intenso, soprattutto a livello citotassonomico e di analisi dei processi di microspeciazione. In base al materiale raccolto nelle due spedizioni lincee in Messico, ha potuto portare anche un contributo alla sistematica dei Tricladi, descrivendo un nuovo genere per il quale ha istituito una nuova famiglia.
(Testo tratto da Biografie e Bibliografie degli Accademici Lincei, A.N.L., Roma 1976)