Nato a Roma nel 1902. Dottore in Scienze naturali (Roma 1924). Titolare di Zoologia nell'Università di Milano dal 1° gennaio 1939. Professore ordinario fuori ruolo dal 1972. Esordì a Roma, presso l'Istituto di Zoologia dell'Università, nel 1923, con ricerche di Morfologia comparata. Fu successivamente alla Stazione Zoologica di Napoli. Indi passò alla direzione dell'Istituto di Biologia e Zoologia Generale dell'Università di Perugia e poi venne nominato Direttore dell'Istituto di Zoologia dell'Università di Milano.
Lavorò per vario tempo a Berlino, nel Kaiser-Wilhelm Institut fur Biologie; a Copenhagen, nel Carlsberg Laboratorium; a Zurigo, nell'Istituto di Anatomia Umana; a Roma, nel Laboratorio di Fisica dell'Istituto Superiore di Sanità; ripetutamente a Woods Hole, nel Marine Biological Laboratory dove fu Senior Lalor fellow. Dapprima orientato alla embriologia comparata, studiò il sacco
endolinfatico dei Vertebrati e l'organo di senso spiracolare dei pesci. Passò ben presto allo studio della fisiologia dello sviluppo embrionale. In queste ricerche pose in evidenza una presa di sostanze minerali dell'ambiente per opera di uova acquatiche (Cefalopodi, Selaci e Anfibi). Studiò sistematicamente l'accrescimento degli embrioni dei Selaci in specie ovipare, ovovivipare e vivipare. In queste ultime pose in evidenza le correla-zioni tra velocità di accrescimento dell'embrione, istofisiologia dell'utero e varie funzioni della madre. Descrisse anche l'onfaloplacenta delle forme vivipare. Eseguì ricerche sull'azione di varie sostanze sullo sviluppo embrionale di Cefalopodi, Ciclostomi, Ricci di mare, Anfibi e Ascidie. Eseguì sull'embrione di pollo ricerche comparative per vedere le differenze tra l'azione del LiCl e quella dei veleni dei processi di trascrizione e traduzione. Tutte queste ricerche portarono il Ranzi alla conclusione che la formazione della corda dei Vertebrati, dell'ectoderma dei ricci di mare e lo stesso processo di induzione dei Vertebrati hanno come tappa un processo di denaturazione proteica. Queste osservazioni sulle proteine embrionali permisero di mettere a punto un metodo per riconoscere la forma della molecola proteica in soluzione. Studiò il differenziamento proteico nel corso dello sviluppo embrionale di Ricci di mare, di Anfibi e degli ibridi di questi ultimi. Queste ricerche lo spinsero a studiare, in base alle proprietà di precipitazione delle proteine, le affinità tra i diversi animali. In un'altra serie di ricerche ha preso in esame l'importanza degli acidi ribonucleici nel determinare il citodifferenziamento. Espose in conferenze le sue ricerche, nell'ambito degli scambi culturali con l'Italia: a Parigi, Utrecht e Bruxelles. Dietro invito, in alcuni casi ripetuto per anni consecutivi, tenne conferenze presso le Università di California, Oregon, Washington, Temple, Caltech, Liège, Louvain e Genève, presso i laboratori di Woods Hole, Oak Ridge, e presso il Rockfeller Institute, la Kungl. Svenska Vetenskapsakad. e il Collège de France. Quattro allievi del Ranzi sono saliti alla cattedra universitaria in Italia e due all'estero. Socio Nazionale dell'Accademia dei Lincei, Accademico dei XL, membro Effettivo, Segretario e poi Presidente dell'Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, membre correspondant étranger de la Société Philomatique de Paris, membro della Corporation del Marine Biological Laboratory di Woods Hole. Corrispondente non residente dell'Accademia delle Scienze di Bologna. Ha ricoperto le cariche di Vicepresidente dell'Istituto Internazionale di Embriologia, Presidente dell'Unione Zoologica Italiana e Vicepresidente della Società Italiana di Biologia Sperimentale. Preside della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Università Statale di Milano. Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Medaglia d'oro dei Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell'Arte. Grande Ufficiale al merito della Repubblica.
(Testo tratto da Biografie e Bibliografie degli Accademici Lincei, A.N.L., Roma 1976)