Pontieri, Ernesto

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Scienze Morali
Cat. IV Storia e Geografia Storica e Antropica
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Corrispondente
1949
Annuario, 1950, p.98, 102. cfr. Archivio Accademia Nazionale dei Lincei, tit. 4, fasc. 13
Nazionale
1960
Annuario, 1961, p.102, 106
Nazionale
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Nato a Nocera Terinese (Catanzaro) nel 1896, è attualmente Professore emerito di Storia medioevale e moderna nella Università di Napoli, cattedra ricoperta dal 1932. In questa Università egli è stato per nove anni Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia e per nove anni Rettore Magnifico. Fu chiamato poi a reggere, con la stessa veste, la giovane Università degli Studi dell'Aquila. Socio Nazionale dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia di Scienze Morali e Politiche della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli, della Accademia de la Historia di Madrid e di altri consessi scientifici nazionali ed esteri, è Presidente della Accademia Pontaniana di Napoli, della Società Napoletana di Storia Patria e della Deputazione di Storia Patria per la Calabria. Già membro elettivo, per otto anni, del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, è oggi membro del Consiglio Superiore degli Archivi e del Consiglio Superiore delle Accademie e Biblioteche.

 La sua attività scientifica si è svolta nelle seguenti direzioni:

a)    Ha studiato testimonianze, momenti e problemi del periodo longobardo-bizantino e del periodo normanno dell'Italia meridionale con l'intento di approfondire e di lumeggiare il grande fatto storico della unificazione politica e della organizzazione amministrativa e sociale del Mezzogiorno d'Italia ad opera dei Normanni.

b)   Ha ricercato le cause più riposte della frattura della Monarchia meridionale prodotta dalla insurrezione siciliana cosiddetta del  Vespro  ed ha seguito lo svolgersi del conflitto correlativo, illustrando personaggi e vicende poco note.

e) Ha concentrato la sua attenzione sulla monarchia aragonese di Napoli e, dopo avere indagato le linee direttive della politica italiana di Alfonso I, è passato ad esaminare il regno di Ferrante I d'Aragona, indagandone, sulla base di una vasta documentazione, i vari aspetti con l'intento non solo di fare un volume su questa figura di primo piano nell'Italia politica del Rinascimento, ma di rendersi conto delle cause più profonde che determinarono il collasso dell'indipendenza del Regno di Napoli tra la fine del secolo xv e i principì del secolo successivo. Tali studi gli hanno consentito di sottolineare non solo le figure di alcuni spagnoli trapiantatisi nell'Italia meridionale in seguito alla conquista aragonese, ma anche i rapporti tra il ramo della Casa dei Trastàmara di Napoli e quello della Casa regnante in Aragona.

d)    A questi studi, come completamento ed integrazione di essi, si ricollegano altri suoi scritti, monografici o di carattere generale, sul moto della Riforma protestante e della Riforma cattolico-tridentina e sul periodo del predominio straniero in Italia. È in questo settore dei suoi studi ch'egli è venuto a contatto con i legami tra l'Italia e la Spagna.

e)   Notevole, infine, per ampiezza e importanza, è un altro ciclo di lavori ch'egli ha consacrato al moto delle riforme politiche, economiche e sociali del secolo XVIII, centrando le sue ricerche sulla Sicilia e sul Regno di Napoli e individuando le conseguenti reazioni nei rapporti tra questi due Stati della vecchia Italia. Anche alla Sardegna del periodo delle riforme egli ha rivolto la sua attenzione.

(Testo tratto da Biografie e Bibliografie degli Accademici Lincei, A.N.L., Roma 1976)

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1864
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